C’era una volta Woody Allen, episodio 3

In copertina: una scena di Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso ma non avete mai osato chiedere. Fair use/Wikipedia

 

Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso ma non avete mai osato chiedere (1972)

di Nicola Ianuale


 

Mi risuonò in mente una battuta – dirà Woody Allen al suo biografo Eric Lax – che il sesso è sporco solo se fatto bene. Subito pensai che sarebbe stato divertente fare una serie di sketch sul sesso ispirati a quello che era il bestseller del momento Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso ma non avete mai osato chiedere.

Il libro, scritto dal sessuologo David Reuben pochi anni prima, presta al film titolo e carattere divulgativo. Allen ci mette dentro paranoie, perversioni, preconcetti, stereotipi, pseudoscienze, improbabili spettacolarizzazioni; realizza una trasposizione che rilegge tutto in chiave parodico-farsesca, aggiungendo elementi grotteschi e surreali, spesso al limite del buon gusto.

Dopotutto, i tempi sono maturi. C’è stata la summer of love, l’apertura a nuovi ideali di pace, amore e libertà, la commercializzazione della pillola anticoncezionale, che ha sottratto i rapporti alla paura della gravidanza e altri patemi della morale puritana.

È un film a episodi, sette, ognuno con un titolo che corrisponde a una domanda. La risposta, se c’è, non è mai seria.

Nel primo, Gli afrodisiaci funzionano?, un giullare di corte (che non fa ridere) riceve dal padre, in una sorta di rielaborazione hot dell’Amleto, l’ordine di vendicarsi del re andando a letto con la regina.

Nel secondo, Che cos’è la sodomia?, un pastore armeno chiede a uno stimato medico di aiutarlo. È innamorato della sua pecora Daisy, con cui ha rapporti sessuali, ma ora lei non lo ama più. Il dottore, prima incredulo, perde anche lui la testa per Daisy.

Nel terzo, Perché alcune donne faticano a raggiungere l’orgasmo?, una coppia di novelli sposi italiani ha problemi a trovare l’intesa sessuale. Lei è fredda, “non si accende”. Poi scopre che la eccita farlo nei luoghi pubblici.

Nel quarto, I travestiti sono omosessuali?, un padre di famiglia va a pranzo dai genitori del fidanzato della figlia. Con la scusa di andare in bagno, prova di nascosto gli abiti della padrona di casa, ma si ritrova costretto a scappare in strada, dove un ladro gli ruba la borsetta.

Nel quinto, Cosa sono le perversioni sessuali?, assistiamo a una puntata in bianco e nero del gioco a premi “Qual è la tua perversione?”, in cui i concorrenti sono chiamati a indovinare le fantasie degli ospiti. La trasmissione dà anche a un fortunato spettatore l’opportunità di realizzare in diretta una sua perversione. Così, un rabbino viene legato a una sedia e frustrato da una bionda in autoreggenti, mentre la moglie mangia maiale ai suoi piedi.

Nel sesto, Gli studi sul sesso sono affidabili?, un laureando e una giornalista finiscono in casa del dottor Bernando, un sessuologo pazzo che conduce esperimenti senza senso. Per sbaglio liberano un seno-killer gigante. Solo una cosa può fermarlo: un reggiseno “taglia 90, coppa x”.

L’ultimo episodio, Cosa succede durante l’eiaculazione?, è il più geniale e irriverente. Un uomo esce a cena con una donna. Nel suo corpo, rappresentato come un fantascientifico laboratorio tecnologico, tutti i settori-organi si trovano a collaborare affinché la serata riesca. Dal ristorante si passa a un parcheggio, dove l’uomo ha difficoltà nell’erezione. Quando ogni speranza sembra persa, la sicurezza scopre nel cervello un prete che sta stimolando i complessi di colpa. “Non pensate di dovervi vergognare?”, dice. “Rapporti sessuali tra due persone non sposate. […] Peccato mortale!”. Senza l’intruso, simbolo di quella chiesa ferma oppositrice della rivoluzione sessuale e della messa in commercio della pillola, il rapporto va a buon fine e gli spermatozoi – il cui motto è “o si feconda o si muore” – possono “paracadutarsi”. Woody Allen interpreta il più fifone e nevrotico tra loro:

Chissà cosa troveremo là fuori. […] Si sentono strane cose, sapete? Come queste pillole che prendono le donne o che nostri interi contingenti si schiacciano con la testa contro un muro di gomma.

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